La Basilicata occupa l'arco dello stivale italiano, una terra quasi interamente interna a parte due brevi coste, una lama di scogliera tirrenica a Maratea e un basso litorale ionico a sud.
L'entroterra è tutto montagna e collina, dai pendii boscosi del Pollino, il più grande parco nazionale d'Italia, al vulcano spento del Monte Vulture fino ai pinnacoli di arenaria delle Dolomiti Lucane. I Romani la chiamarono Lucania, e il nome più antico custodisce ancora il carattere fiero e severo della regione.
È uno degli ultimi angoli silenziosi della penisola, fatto di paesi di pietra e di ampi silenzi. Al suo cuore sorge Matera, i cui Sassi, le abitazioni rupestri scavate in un vallone, da simbolo di miseria sono diventati Patrimonio dell'Umanità UNESCO e Capitale Europea della Cultura. La tavola lucana è frugale e decisa, costruita sul pane, sui peperoni cruschi, i croccanti peperoni dolci essiccati, e sul rosso intenso dell'Aglianico del Vulture cresciuto su suolo vulcanico.
Venite a tarda primavera o all'inizio dell'autunno, quando gli altopiani si lasciano percorrere e i paesi di collina appartengono a chi li sa salire.

La tavola lucana è frugale e decisa, costruita sul pane, sui peperoni cruschi, i croccanti peperoni dolci essiccati, e sul rosso intenso dell'Aglianico del Vulture cresciuto su suolo vulcanico.
Dove soggiornare

Craco
Un paese collinare abbandonato che si erge su uno sperone di calanchi argillosi, svuotato dopo una frana nel 1963. Le case senza tetto e la torre solitaria ne hanno fatto un suggestivo set cinematografico, una città fantasma sospesa sui calanchi.
La guida di CracoL'anno in Basilicata
I riti, le corse e le processioni che la regione custodisce ancora.











