L'Abruzzo volta le spalle alla cartolina e guarda i monti.
Annoverato tra le regioni più verdi d'Europa, destina un terzo del suo territorio ai parchi nazionali, dove lupi, orsi bruni marsicani e camosci resistono ancora ai piedi del Gran Sasso e della Maiella, le cime più alte della catena appenninica. Lassù, sullo spoglio altopiano di Campo Imperatore, che qui chiamano il Piccolo Tibet, il silenzio è rotto solo dai campanacci delle greggi al pascolo.
È una terra plasmata dalla transumanza, l'antica migrazione delle pecore lungo le vie erbose, e la tavola ne conserva il sapore: maccheroni alla chitarra tagliati a mano sul telaio di fili, le rustiche sagne, lo zafferano della piana di Navelli e il centerbe, liquore d'erbe e di cento piante di montagna. I borghi di pietra si aggrappano ai crinali, alcuni rinati come alberghi diffusi, altri a guardia di fortezze sotto un cielo deserto.
Venite a tarda primavera, tra fiori selvatici e nevi che si sciolgono, oppure in autunno, quando i pascoli alti si fanno di bronzo e il croco dello zafferano si apre all'alba.

Quando visitare l'Abruzzo
Il clima tipico di L'Aquila, capoluogo della regione.
Dove soggiornare

Il capoluogo
L'Aquila
Capoluogo di montagna dell'Abruzzo, fondato secondo la leggenda da novantanove castelli, conta ancora i suoi simboli in novantanove: la Fontana delle 99 Cannelle mormora nel cortile di mascheroni, mentre la Basilica di Collemaggio innalza la facciata a scacchi bianchi e rosa, ricostruita dopo il grande terremoto.
La guida di L'AquilaL'anno in Abruzzo
I riti, le corse e le processioni che la regione custodisce ancora.

















