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Bologna

Cinque giorni a tavola in Emilia-Romagna

Due giorni di pasta e portici a Bologna, due a Parma con un caseificio e un prosciuttificio, e l'ultimo a Modena per il mercato e l'aceto balsamico.

I prodotti più noti dell'Emilia-Romagna nascono in tre città lungo un'unica strada romana, la Via Emilia, e per gran parte del viaggio si può mangiare muovendosi in treno. Il piano parte da Bologna con la pasta all'uovo e le viuzze del mercato del Quadrilatero, prosegue a Parma per il prosciutto, il Parmigiano Reggiano e il duomo e il battistero romanici, e arriva a Modena con il mercato coperto, la cattedrale e l'aceto che invecchia nelle soffitte delle famiglie. Due giorni comprendono visite ai produttori, da prenotare in anticipo.

Giorno per giorno

Bologna: la piazza, le viuzze del mercato e i tortellini

Giorno 1 · a piedi, sotto i portici

Mattina
Si comincia da Piazza Maggiore, la piazza principale, e si attraversa fino alla Fontana del Nettuno accanto: il bronzo di Giambologna, commissionato nel 1563 e chiamato dai bolognesi il Gigante. Poi ci si infila nel Quadrilatero, il reticolo di vicoli a due passi dalla piazza dove si tiene ancora il mercato medievale. Via Drapperie e Via Pescherie Vecchie prendono il nome dai venditori di stoffe e di pesce che qui lavoravano, e oggi le botteghe vendono pasta fresca, salumi, formaggi e frutta. Percorretelo una volta senza comprare, per capire dove si trova cosa.
Pomeriggio
Si cammina sotto i portici fino alle Due Torri, l'Asinelli e la Garisenda, costruite all'inizio del XII secolo come simboli di prestigio delle famiglie e inclinate a vista d'occhio; Dante nomina la Garisenda nella Divina Commedia. I portici sono il tema del pomeriggio. Dodici tratti sono nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO dal 2021 e l'intera rete misura circa 62 chilometri, di cui circa 42 nel centro storico, quindi si cammina all'ombra o al riparo dalla pioggia per tutto il percorso.
Sera
La cena è il piatto che Bologna difende più di ogni altro: i tortellini in brodo. Sono piccoli anelli di pasta all'uovo piegati attorno a lombo di maiale, prosciutto crudo, mortadella di Bologna e Parmigiano Reggiano, cotti e serviti in un brodo di carne limpido. La ricetta è stata depositata alla Camera di Commercio di Bologna nel 1974 e il modo tradizionale di mangiarli è nel brodo, senza altro nel piatto. Dopo cena, la passeggiata serale torna sotto i portici.

Dove mangiare. Pranzo nel Quadrilatero: un panino con la mortadella, oppure un tagliere di salumi e formaggi con un bicchiere di Lambrusco o di Pignoletto, un bianco dei colli bolognesi, al banco o a un tavolino. Per cena scegliete una trattoria del centro storico e ordinate i tortellini come primo.

Bologna: San Luca e il ragù

Giorno 2 · una lunga salita a piedi, poi un pomeriggio lento

Mattina
Si percorre il Portico di San Luca, il più lungo del mondo: 666 arcate e circa 3,8 chilometri che salgono dal margine della città fino al santuario della Madonna di San Luca, sul colle. Fu costruito tra la fine del Seicento e l'inizio del Settecento ed è una delle dodici componenti UNESCO. Partite presto, salite con calma e fermatevi sotto le arcate per guardare i tetti. La salita è costante, quindi servono scarpe adatte.
Pomeriggio
Si torna in centro e si dedica il pomeriggio agli acquisti da portare a casa. Tornate nel Quadrilatero per cunei di Parmigiano Reggiano, salumi interi e pasta all'uovo essiccata a nidi. Il Parmigiano che comprate si produce in una zona che comprende Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna sulla sinistra del Reno e Mantova sulla destra del Po, e due di questi luoghi li incontrate nei prossimi giorni. Chiudete con un caffè in Piazza Maggiore.
Sera
Stasera tagliatelle al ragù. A Bologna il ragù si serve sulle tagliatelle, nastri di pasta all'uovo che lo trattengono, e mai sugli spaghetti: gli spaghetti alla bolognese non esistono nella cucina bolognese. Il ragù è una salsa a cottura lenta di carne macinata di manzo con pancetta e un soffritto di cipolla, carota e sedano, e la ricetta è stata depositata alla Camera di Commercio nel 1982 e rivista nel 2023. Ordinatelo come primo e dividete una bottiglia di Lambrusco.

Dove mangiare. Pranzo leggero dopo la salita: ancora tortellini in brodo, oppure un panino con la mortadella da un banco del Quadrilatero. La cena è il ragù, in una trattoria del centro storico; chiedete le tagliatelle al ragù come primo e lasciate spazio per il secondo.

Parma: il battistero, il duomo e la pasta ripiena

Giorno 3 · un treno regionale, poi a piedi

Mattina
Si prende un treno regionale verso ovest lungo la Via Emilia, la strada romana che collega Bologna, Modena e Parma, e in mattinata si è a Parma. Andate subito in Piazza Duomo. Il Battistero è un ottagono rivestito di marmo rosa, iniziato nel 1196 su progetto di Benedetto Antelami, il cui nome è inciso sul portale nord. All'interno, un ciclo dei mesi corre lungo le pareti e sedici costoloni si incontrano in una cupola a ombrello. Prendetevi tempo all'interno.
Pomeriggio
Si passa al duomo accanto, consacrato nel 1106 e costruito in stile romanico emiliano. Guardate prima in alto: la cupola è l'Assunzione della Vergine del Correggio, dipinta negli anni Venti del Cinquecento, un vortice di apostoli e angeli. Poi cercate nel transetto la Deposizione in marmo di Antelami, datata 1178, un capolavoro della scultura romanica. Il resto del pomeriggio è per i negozi di alimentari del centro: chiedete il Parmigiano Reggiano di stagionature diverse per sentire come cambia la consistenza.
Sera
La cena è l'altra pasta ripiena di Parma: i tortelli d'erbetta, quadrati di pasta all'uovo ripieni di ricotta e verdure, di solito bietola, conditi semplicemente con burro fuso e Parmigiano Reggiano. Cominciate con i salumi e finite con una breve passeggiata in centro e per Piazza Duomo.

Dove mangiare. A pranzo la torta fritta, un rombo di pasta fritta nello strutto e mangiato con salumi come il culatello di Zibello, un salume DOP. A cena i tortelli d'erbetta, oppure gli anolini in brodo, piccola pasta ripiena in brodo, in una delle trattorie del centro storico.

Il caseificio del Parmigiano e le cantine del prosciutto

Giorno 4 · in auto o con autista

Mattina
Oggi serve un'auto o un autista. I caseifici fanno il Parmigiano Reggiano al mattino, quindi scegliete il primo orario disponibile quando prenotate tramite il sito del Consorzio. Si vedono le caldaie: il latte della sera prima, scremato naturalmente per affioramento, mescolato con il latte fresco del mattino in caldaie di rame; siero innesto e caglio di vitello, senza additivi; la cagliata rotta e cotta, poi messa in forma, salata in salamoia e stagionata per almeno dodici mesi sugli scaffali del magazzino.
Pomeriggio
Si sale sulle colline attorno a Langhirano, cuore del Prosciutto di Parma, per la visita a un prosciuttificio. Prenotate direttamente con il produttore, oppure tramite il sito del Festival del Prosciutto di Parma nei fine settimana a porte aperte di settembre, quando sono i produttori stessi a guidare le visite. Si attraversano le sale di salatura e le cantine di stagionatura, dove i prosciutti restano appesi per più di un anno, e la visita si chiude con un assaggio a tavola.
Sera
Di ritorno a Parma, restate leggeri. Gli anolini in brodo, piccoli tondi di pasta ripiena serviti in brodo, sono il corrispettivo parmense dei tortellini bolognesi e stanno sui menu delle trattorie del centro. Fateli seguire da un piatto di culatello e concludete con una passeggiata attorno a Piazza Duomo.

Dove mangiare. Pranzo in una trattoria in collina, dove la torta fritta con i salumi è l'ordinazione abituale e il Lambrusco il bicchiere abituale. Cena a Parma: anolini in brodo e culatello.

Modena: il mercato, la cattedrale e l'aceto balsamico

Giorno 5 · un breve viaggio in treno, poi a piedi

Mattina
Si prende un treno regionale verso est lungo la Via Emilia fino a Modena e ci si dirige al Mercato Albinelli, il mercato coperto inaugurato nel 1931 in stile Liberty, con una fontana di Giuseppe Graziosi al centro. Le bancarelle vendono frutta e verdura, salumi, formaggi, carne e prodotti tipici della zona. Andateci di mattina e percorrete le corsie prima di decidere cosa mangiare. Poi una passeggiata attraverso il centro fino a Piazza Grande.
Pomeriggio
La cattedrale, la Torre Ghirlandina e Piazza Grande sono state inserite insieme nella lista UNESCO nel 1997. Lanfranco fu l'architetto e Wiligelmo lo scultore della cattedrale, iniziata nel 1099; guardate i quattro rilievi della Genesi sulla facciata, dalla creazione di Adamo ed Eva all'arca di Noè. La Ghirlandina, terminata nel 1319 con la cuspide ottagonale, si alza accanto. Entrate nella cattedrale per la navata romanica prima che la giornata passi all'aceto.
Sera
Prima di cena si visita un'acetaia, prenotata tramite il sito del consorzio; quasi tutte sono fuori dal centro, quindi prendete un taxi. L'aceto invecchia in soffitta in una batteria di botti di dimensioni decrescenti, in legni come rovere, castagno, ciliegio, gelso e ginepro. È solo mosto d'uva cotto, invecchiato almeno dodici anni oppure, per l'extravecchio, venticinque, e si vende solo nella bottiglia da 100 ml disegnata da Giorgetto Giugiaro. L'acetaia comunale di Modena è nel sottotetto del Palazzo Comunale; le sue tre batterie si chiamano Secchia, Panaro e Ghirlandina.

Dove mangiare. Pranzo al mercato: un panino, oppure un piatto di salumi e formaggi dai banchi. Cena con gnocco fritto, pasta fritta da mangiare con i salumi, oppure con tigelle, piccoli pani rotondi farciti di salumi e formaggi, con un bicchiere di Lambrusco, o ancora con i tortellini in brodo, che anche Modena rivendica.

Se avete un giorno in più

Un altro giorno: due città in treno regionale da Bologna, oppure un castello sulle colline del prosciutto in auto.

Ravenna
Otto monumenti paleocristiani, costruiti nel V e VI secolo, sono nella lista UNESCO (1996). I mosaici di San Vitale, di Sant'Apollinare Nuovo e del Mausoleo di Galla Placidia sono il motivo per andare.
Ferrara
Città rinascimentale nella lista UNESCO (1995): il Castello Estense, l'ampliamento a nord progettato da Biagio Rossetti, l'Addizione Erculea, e circa nove chilometri di mura da percorrere a piedi o in bicicletta.
Torrechiara
Un castello vicino a Langhirano costruito tra il 1448 e il 1460 da Pier Maria Rossi per Bianca Pellegrini, noto per la Camera d'Oro, una stanza affrescata con la storia del loro corteggiamento. Si abbina bene al paese del prosciutto del quarto giorno.

Dove dormire

Hotel verificati, città per città.

Bologna

Bologna

  • Art Hotel Commercianti
  • Grand Hotel Majestic Già Baglioni
  • Corte Sant'Orsola 4
  • Villa Benni
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Parma

Parma

  • Palazzo Dalla Rosa Prati
  • Glam Parma
  • Villino Di Porporano
  • Bellacorte gentiluogo per viaggiatori
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Modena

Modena

  • B&B Le Noci di Feo
  • La Corte Dei Sogni
  • Damhomeitaly
  • Salotto delle Arti
Verifica le date: Modena

Prenotando da questi link Italia Magnifica può ricevere una commissione, senza costi per te.

Dove mangiare

Tavole verificate nelle città dell’itinerario.

Bologna

Bologna

  • NettunoUna piccola pizzeria al taglio a pochi passi da piazza Maggiore, con pizza a trancio e in teglia, panini e piadine.
  • Il Portico di San DonatoUna pizzeria vicino a Porta San Donato, nel quartiere universitario di Bologna, che propone anche lasagne e pasta ripiena, in porzioni abbondanti.
  • MargherìUn menù corto di pizza in stile napoletano con marinara, margherita e pochi classici, nel quartiere Navile di Bologna.
  • L'Antica Pizzeria da MichelePizza di stile napoletano in piazza San Martino, costruita attorno alle semplici Margherita e Marinara, con fritti da dividere.
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Parma

Parma

  • L'Antica Pizzeria Da Michele ParmaUna sede della pizzeria napoletana che ha costruito la sua fama su due sole pizze, margherita e marinara.
  • Pizzeria EntréePiccola pizzeria raccolta a Parma, nota per l'impasto leggero e ben lievitato, con fritti e pizze creative oltre ai classici.
  • ATIPICO osteria modernaUna rilettura moderna dell'osteria emiliana a Parma, per chi cerca la cucina del territorio in chiave più contemporanea.
  • I Tri SiochèttUna trattoria rustica nella campagna fuori Parma, per la torta fritta con salumi, i tortelli alle erbette e la zuppa inglese in ampie sale informali.
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Modena

Modena

  • Pizzeria Da CarmeloUna piccola pizzeria napoletana in viale Ciro Menotti, nota per la margherita fritta e la pizza al tegamino: meglio prenotare.
  • Piccola Osteria ZemiànUna piccola osteria molto frequentata che propone classici modenesi con un tocco moderno, dal gnocco fritto con prosciutto alle polpette di vitello e al risotto.
  • L'Antica Pizzeria da Michele ModenaUna sede della pizzeria napoletana che ha costruito la sua fama su due sole pizze, margherita e marinara.
  • Mi Piace TrattoriaUna trattoria nel centro pedonale di Modena, vicino al Duomo, per le tigelle con il lardo, i tortellini e il risotto alla zucca in porzioni generose.
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Come muoversi

Bologna, Modena e Parma sono tutte sulla Via Emilia e i treni regionali le collegano direttamente, quindi per le tre città non serve l'auto. I centri storici sono raccolti e si visitano meglio a piedi, e quasi tutti hanno una ZTL, una zona a traffico limitato dove le auto non autorizzate prendono la multa, quindi se guidate parcheggiate fuori dal centro. Le visite ai produttori del quarto e del quinto giorno sono in campagna e richiedono un'auto, un taxi o un autista; noleggiate solo per quei giorni. Tra una città e l'altra prendete il treno e lasciate l'auto per il caseificio e le cantine del prosciutto.

Fonti (4)
  1. Consorzio del Parmigiano Reggiano: visita a un caseificio
  2. Consorzio del Prosciutto di Parma: Finestre Aperte
  3. Consorzio Aceto Balsamico Tradizionale di Modena: visita un'acetaia
  4. Visit Modena: Acetaia Comunale di Modena

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