Bologna: la piazza, le viuzze del mercato e i tortellini
- Mattina
- Si comincia da Piazza Maggiore, la piazza principale, e si attraversa fino alla Fontana del Nettuno accanto: il bronzo di Giambologna, commissionato nel 1563 e chiamato dai bolognesi il Gigante. Poi ci si infila nel Quadrilatero, il reticolo di vicoli a due passi dalla piazza dove si tiene ancora il mercato medievale. Via Drapperie e Via Pescherie Vecchie prendono il nome dai venditori di stoffe e di pesce che qui lavoravano, e oggi le botteghe vendono pasta fresca, salumi, formaggi e frutta. Percorretelo una volta senza comprare, per capire dove si trova cosa.
- Pomeriggio
- Si cammina sotto i portici fino alle Due Torri, l'Asinelli e la Garisenda, costruite all'inizio del XII secolo come simboli di prestigio delle famiglie e inclinate a vista d'occhio; Dante nomina la Garisenda nella Divina Commedia. I portici sono il tema del pomeriggio. Dodici tratti sono nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO dal 2021 e l'intera rete misura circa 62 chilometri, di cui circa 42 nel centro storico, quindi si cammina all'ombra o al riparo dalla pioggia per tutto il percorso.
- Sera
- La cena è il piatto che Bologna difende più di ogni altro: i tortellini in brodo. Sono piccoli anelli di pasta all'uovo piegati attorno a lombo di maiale, prosciutto crudo, mortadella di Bologna e Parmigiano Reggiano, cotti e serviti in un brodo di carne limpido. La ricetta è stata depositata alla Camera di Commercio di Bologna nel 1974 e il modo tradizionale di mangiarli è nel brodo, senza altro nel piatto. Dopo cena, la passeggiata serale torna sotto i portici.
Dove mangiare. Pranzo nel Quadrilatero: un panino con la mortadella, oppure un tagliere di salumi e formaggi con un bicchiere di Lambrusco o di Pignoletto, un bianco dei colli bolognesi, al banco o a un tavolino. Per cena scegliete una trattoria del centro storico e ordinate i tortellini come primo.











