Boboli cominciò a prendere forma nel 1549, quando la duchessa Eleonora di Toledo affidò a Niccolò Pericoli, detto il Tribolo, il progetto di un giardino dietro Palazzo Pitti. Dopo la morte del Tribolo, i lavori proseguirono sotto Bartolomeo Ammannati e Bernardo Buontalenti: il pendio diventò uno dei più importanti esempi del giardino all’italiana. La geometria del disegno, le terrazze e gli spazi verdi disegnati con misura facevano parte della residenza granducale.
Una passeggiata nel giardino tocca l’Anfiteatro e il lungo Viottolone. Nel 1631 Giulio Parigi trasformò l’anfiteatro in una struttura muraria; più tardi vi furono collocati un obelisco egizio e una vasca proveniente dalle Terme di Caracalla a Roma. Più a sud, il Viottolone conduce all’Isolotto ellittico, al cui centro si trova l’Oceano del Giambologna. Sculture antiche e rinascimentali, fontane e aiuole fanno del percorso una collezione all’aperto oltre che una passeggiata.
Le grotte di Boboli appartengono a fasi diverse della sua storia. La Grotta di Madama risale al 1553–1555; la più grande Grotta del Buontalenti fu realizzata tra il 1583 e il 1593 con concrezioni calcaree a forma di stalattiti, conchiglie e rilievi in terracotta. Sono opere architettoniche oltre che elementi del giardino. Prima di organizzare la visita attorno a una grotta o a una statua in particolare, controlla gli avvisi aggiornati degli Uffizi per verificare l’accesso del momento.
Il giardino mediceo si ampliò sotto i sovrani successivi, tra cui i Lorena. Nel Settecento l’architetto Zanobi del Rosso progettò il padiglione del Kaffeehaus sul pendio e la Limonaia, destinata agli agrumi della corte. Boboli resta legato a Palazzo Pitti, ma merita una visita a sé: calcola circa due ore per salite e terrazze, porta con te dell’acqua e consulta la pagina visita degli Uffizi per biglietti, ingressi e orari stagionali aggiornati. Per conoscere meglio il quartiere, continua con la nostra guida di Firenze e la raccolta Cosa vedere a Firenze.








