Portofino si raccoglie attorno a una baia riparata, sulla costa ligure di levante. Le facciate dipinte e le barche da pesca danno al porto una dimensione raccolta, mentre traghetti e yacht arrivano ai piedi del promontorio. La ricostruzione storica del Comune collega l’antico nome portuale Portus Delphini a Plinio e a un itinerario marittimo del III secolo, ma lascia incerte le origini più remote dell’insediamento. Per inquadrare il borgo nel paesaggio più ampio della regione, consulta la nostra guida di viaggio della Liguria.
Sopra la piazzetta, una fortezza genovese di origine medievale domina il porto. A metà del Cinquecento Genova ne rinnovò le difese sotto la direzione dell’ingegnere Gian Maria Olgiati; i lavori di ampliamento del castello, avviati su progetto del 1542, proseguirono fino al 1557. Il nome attuale ricorda Montague Yeats Brown, console inglese a Genova, che acquistò la fortezza nel 1867 e la trasformò in residenza. Nel 1961 il Comune ne divenne proprietario; dalle terrazze lo sguardo torna ancora alla curva della baia.
Dalla piazzetta una salita conduce alla chiesa di San Giorgio e prosegue oltre Castello Brown verso l’estremità del promontorio. Costruita per la prima volta nel 1154, la chiesa custodisce le reliquie di San Giorgio in un sacrario scavato nella puddinga sotto l’altare maggiore. Superato il castello, il percorso raggiunge un belvedere appena sotto il faro, tra pini e macchia mediterranea affacciati sul mare. Per il tratto di andata si può considerare circa mezz’ora, adattando il passo alla salita.
Portofino invita a un giro senza fretta tra l’acqua e il versante: prima il porto, poi la chiesa e il castello in collina, infine il panorama dal sentiero del faro. Se vuoi proseguire lungo la costa, la nostra guida ai borghi delle Cinque Terre esplora un altro tratto della Liguria.








