Il MANN riunisce nello stesso edificio due raccolte con storie distinte: le antichità romane dei Farnese e i reperti delle città vesuviane sepolte nel 79 d.C. Carlo di Borbone promosse gli scavi di quei siti romani e trasferì a Napoli parte della collezione Farnese ereditata dalla madre Elisabetta; suo figlio Ferdinando IV scelse l’edificio attuale per ospitare entrambe le raccolte. Il palazzo nacque come cavallerizza reale alla fine del Cinquecento e fu sede dell’Università di Napoli dal 1616 al 1777. Aprì come Real Museo Borbonico nel 1816.
Questa duplice origine dà forma alla visita. Il Toro e l’Ercole Farnese provengono dagli scavi delle Terme di Caracalla a Roma avviati nel 1545. Sculture e gemme Farnese raccontano secoli di collezionismo; affreschi, bronzi, mosaici e oggetti domestici provenienti da Pompei, Ercolano e da altri siti campani conservano dettagli degli interni e della vita quotidiana antica. Il Mosaico di Alessandro, che decorava il pavimento della Casa del Fauno a Pompei, collega una sala del museo a uno specifico ambiente domestico.
Per ritrovare quel contesto, abbinate il museo agli Scavi di Pompei e poi a Ercolano, dove fu rinvenuta la Villa dei Papiri da cui provengono alcune sculture oggi al MANN. Gli allestimenti e l’accesso alle sale possono cambiare: consultate il piano aggiornato delle collezioni prima di pianificare la visita attorno a una specifica opera.





