Il Duomo di Napoli riunisce diverse stratificazioni della storia religiosa e architettonica della città. Il progetto angioino iniziò nel 1272 sotto Carlo I e fu completato nel 1313 sotto Roberto; l’arcivescovo Umberto d’Ormont consacrò la cattedrale nel 1314. L’interno a croce latina ha tre navate, strutture gotiche, dorature seicentesche sul soffitto e colonne antiche addossate ai pilastri; l’abside è barocca. Sotto l’altare maggiore, il cardinale Oliviero Carafa commissionò il Succorpo a tre navate tra il 1497 e il 1508; la cattedrale attribuisce l’esecuzione materiale a Tommaso Malvito e presenta il progetto di Bramante come un’ipotesi non documentata.
Il complesso conserva anche luoghi di culto cristiani più antichi. Santa Restituta è tradizionalmente considerata la prima cattedrale di Napoli e conserva una pianta a cinque navate, un colonnato e resti di pavimento musivo. Il Battistero di San Giovanni in Fonte, a pianta quadrata e coperto da una cupola, custodisce mosaici della metà del V secolo con scene neotestamentarie. La Cappella del Nuovo Tesoro, costruita tra il 1608 e il 1637 dopo il voto di Napoli durante la peste del 1527, resta uno spazio devozionale legato a San Gennaro. Le ampolle e il rito appartengono a una tradizione religiosa viva: i fedeli si riuniscono in attesa della liquefazione, che non è garantita in una determinata occasione. Per approfondire la festa cittadina di settembre, leggete la nostra guida alla Festa di San Gennaro.
Il complesso del Duomo sovrappone la costruzione angioina a luoghi cristiani più antichi e conserva la lunga devozione cittadina per San Gennaro.








