Il percorso di Horacio Pagani dall’Argentina a Modena: gli studi di design, la Divisione Compositi di Lamborghini e la fondazione di Modena Design e Pagani Automobili.
Argentina e il sogno di Modena
Industrial Design a La Plata
La Divisione Compositi di Lamborghini
Modena Design, 1991
Nel 1991 Pagani fondò Modena Design per sviluppare tecnologie nel campo dei materiali compositi.7
Pagani Automobili, 1998
Fondatore e Chief Designer
A gennaio 2026, Pagani ricopriva i ruoli di fondatore e Chief Designer di Pagani Automobili.8
Huayra: la carrozzeria si muove
Huayra offre un ritratto di Horacio Pagani più eloquente di un’altra data di fondazione. La carrozzeria non è soltanto una superficie attorno alla meccanica. Quattro flap aerodinamici lavorano con la sospensione anteriore attiva per gestire l’equilibrio tra resistenza dell’aria e carico verticale. Nel racconto progettuale firmato da Pagani, questi elementi mobili appartengono all’idea fin dall’inizio.9
La domanda progettuale è affascinante e concreta: quanto del lavoro di una macchina deve restare visibile? In una fotografia fissa i flap possono sembrare divisioni tra pannelli. Confrontate lo stesso esemplare con gli elementi sollevati e abbassati: la scultura comincia a mostrare il proprio meccanismo. Il movimento va letto come sistema aerodinamico, non come decorazione o prova di sensazioni di guida che una fotografia non può offrire.9
I disegni dovevano diventare volumi
L’idea Huayra nacque nel 2003. Lo sviluppo dello stile passò attraverso otto modelli in scala e due a grandezza naturale, oltre ai disegni; la Zonda R divenne un laboratorio per l’auto successiva. La sequenza dà concretezza all’ambizione del fondatore di unire arte e scienza. Una linea deve superare l’ingrandimento, l’organizzazione meccanica e lo studio aerodinamico prima di diventare una carrozzeria prodotta. I modelli sono passaggi di una decisione, non piccoli trofei di un’idea già risolta.9
Anche un materiale ha bisogno del nome del modello
Per un esempio preciso sui compositi, passiamo alla successiva Huayra Tricolore. La Tricolore ha una monoscocca in Carbo-Titanium HP62 G2 e Carbo-Triax HP62, con telaietti tubolari in acciaio anteriori e posteriori. La distinzione tra cellula centrale e telaietti spiega più della formula “auto in carbonio”: le parti hanno compiti strutturali diversi. I gradi esatti dei compositi appartengono alla Tricolore e non vanno attribuiti retroattivamente a ogni Zonda o alla Huayra originaria.10
Quando una descrizione Pagani nomina un composito, conservate accanto modello e variante. La trama visibile è un’osservazione di superficie: non prova struttura nascosta, resina o grado del materiale.10

