Fondata a Venezia nel 1921, Venini ha intrecciato progetto e maestria vetraria con artisti come Vittorio Zecchin, Napoleone Martinuzzi e Carlo Scarpa, fino alla forma modellata a mano del Fazzoletto.
Una vetreria fondata nel 1921
Il 2 ottobre 1921 Paolo Venini e Giacomo Cappellin fondarono a Venezia Vetri Soffiati Cappellin Venini & C. L’artista Vittorio Zecchin entrò in azienda come direttore artistico, introducendo fin dal primo anno una figura dedicata al progetto. Zecchin progettò il vaso Veronese, una delle prime opere diventate simbolo della fornace.1
Le prime esposizioni e un nuovo linguaggio
La prima serie di Zecchin fu presentata nel 1922 al Salon d’Automne di Parigi e alla Biennale di Venezia. L’anno successivo VENINI ricevette la Grande Medaglia d’oro all’esposizione di arti decorative di Monza. Sono tappe che mostrano una vetreria giovane nei luoghi in cui artigianato, progetto e nuove direzioni artistiche entravano in dialogo.1
Pulegoso: le bolle nella pasta vitrea
Nel 1928 Napoleone Martinuzzi introdusse il pulegoso, un vetro attraversato da fitte bolle d’aria irregolari. La spiegazione tecnica di Venini riconduce l’effetto all’aggiunta di una sostanza reattiva alla pasta vitrea fusa; talvolta alcuni pezzi vengono arricchiti con foglia d’oro. Il procedimento conferisce alle opere di Martinuzzi una superficie e una profondità particolari.1,2
L'essenziale
- Fondata
- 1921, Murano
- Sede
- Murano, Italia
- Sito ufficiale
- venini.com

