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Due scarpe Oxford nere in pelle con puntale decorato a trafori su un tavolo di legno.

Stefano Bemer

La storia della maison passa dal laboratorio fiorentino del fondatore al nuovo capitolo del 2013, con tecniche descritte dall’azienda.

Il primo laboratorio del fondatore

Nel racconto aziendale, il percorso di Stefano Bemer nella calzatura iniziò con le riparazioni. Seguirono corsi e laboratori; nel 1983 aprì il proprio laboratorio a Firenze. La data appartiene alla storia del fondatore e segna l’inizio che la maison sceglie per il proprio racconto calzaturiero.1,2

Un nuovo capitolo nel 2013

La maison colloca nel 2013 un nuovo capitolo: la prosecuzione dell’eredità del fondatore, espressa sotto il nome Stefano Bemer su un palcoscenico più ampio. La sua cronologia distingue il laboratorio individuale delle origini dalla forma successiva della maison.2

La costruzione come scelta di progetto

Stefano Bemer indica il Goodyear, con montaggio sulla forma e cucitura del guardolo eseguiti a mano, come costruzione d’elezione. Lo stesso racconto riserva il Norwegian e lo Storm Welt ad alcune calzature e ad alcuni stivali più casual, e il Blake a una suola poco visibile. Nel loro insieme, queste tecniche corrispondono a intenzioni di progetto diverse, non a una costruzione unica per ogni paio.3

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