Carati e titolo indicano la quantità d’oro presente in una lega. Scopri come leggere questi valori, distinguerli dalla placcatura e capire che cosa può attestare un marchio nel mercato a cui appartiene.
L’oro in un gioiello
L’oro è un metallo, ma un gioiello color oro non è necessariamente composto da un solo materiale. Per molti impieghi in gioielleria l’oro puro è troppo tenero, quindi viene spesso unito ad altri metalli per formare una lega. La lega contiene oro in tutta la massa metallica; in un oggetto placcato, invece, l’oro ricopre soltanto la superficie. La differenza riguarda la struttura, non il colore.1,2,3
Due modi per indicare la quantità d’oro
Il carato divide la lega in 24 parti in peso: l’oro a 18 carati ne contiene 18 d’oro e sei di altri metalli. Il titolo millesimale indica invece la quantità d’oro su mille parti; a 18 carati corrisponde il titolo 750. Marcature e standard ammessi cambiano secondo il mercato: per esempio, la guida britannica riporta 375 per l’oro a 9 carati, mentre il GIA segnala che un oggetto a 14 carati può recare il titolo 583 o 585. Leggi il numero insieme agli altri elementi del marchio e nel contesto del paese di vendita.1,2,4
La lega cambia colore e caratteristiche
Il numero di carati indica la quota d’oro, non una ricetta fissa per i metalli restanti. Argento, rame e altri elementi di lega possono modificarne colore e caratteristiche: oro giallo, bianco e rosa indicano quindi famiglie di leghe, non formule universali. Alcuni gioielli in oro bianco hanno anche un rivestimento superficiale di rodio; la lega sottostante e il rivestimento sono componenti distinte.2,3
Lega, placcatura e vermeil
Un oggetto placcato in oro ha uno strato d’oro applicato su un’anima di un altro metallo: la descrizione dovrebbe chiarire entrambi i componenti. Nelle indicazioni rivolte ai consumatori statunitensi, il vermeil è un tipo di prodotto placcato in oro con una base d’argento sterling. Nel Regno Unito valgono descrizioni specifiche per l’argento placcato in oro, che riportano insieme il metallo di base e la placcatura. Sono esempi legati a mercati precisi: etichetta e marchio vanno letti secondo le regole del luogo in cui il prodotto viene venduto.3,5,6
Che cosa indica un marchio di garanzia
Nel Regno Unito, un marchio completo comprende il marchio dello sponsor, il titolo millesimale e il marchio dell’ufficio di saggio; può includere anche una lettera che indica la data. Il titolo esprime il contenuto metallico in parti per mille e il marchio dell’ufficio identifica il luogo in cui l’oggetto è stato analizzato e marchiato. Le norme britanniche prevedono soglie di peso e altre condizioni: è un esempio locale, non un modello universale per i marchi dell’oro.4
La cura dipende dall’intero oggetto
L’oro puro resiste alla corrosione, mentre argento o rame presenti in alcune leghe possono ossidarsi e scurirsi. L’oro puro è tenero e uno strato di placcatura può consumarsi con l’uso. Per un gioiello segui le indicazioni del produttore e considera pietre, rivestimenti e altri materiali. Per oggetti metallici storici o fragili, il Canadian Conservation Institute consiglia di valutare se la pulizia sia opportuna e di rivolgersi a un conservatore.3,5
Contenuto d'oro, strato esterno, marchio
Tre parole brevi possono descrivere parti diverse dello stesso gioiello. Un titolo come 18 carati o 750 riguarda la quota d'oro nella lega del corpo; la doratura riguarda uno strato esterno applicato; il punzone è un marchio regolato in una giurisdizione precisa. Leggere un segno senza la costruzione dell'oggetto, oppure applicare ovunque le regole di un solo paese, crea una falsa certezza.1,4,5
| Fase o strato | Cosa chiarisce | Cosa non prova |
|---|---|---|
| 18 carati / 750 | Tre quarti della lega dichiarata sono oro | Non nomina gli altri metalli della lega |
| Superficie dorata | L'oro è applicato sopra un materiale sottostante diverso | Il colore non rivela lo spessore dello strato |
| Esempio di punzone britannico | La guida ufficiale britannica spiega i propri marchi legali | Non trasferire le regole UK all'Italia o a ogni mercato |

