Il cashmere nasce dal sottopelo fine della capra, poi viene selezionato, liberato dai peli di guardia e filato. Le misure della fibra aiutano a identificarlo, ma per valutare un capo contano anche filato, struttura e istruzioni di cura.
Il sottopelo fine
Il cashmere proviene dal sottopelo fine della capra cashmere (Capra hircus laniger), separato dal mantello esterno, più diritto e grossolano, formato da peli di guardia. Il nome identifica l’origine della fibra, non una particolare maglia o un capo finito. Nell’elenco UE delle fibre tessili, cashmere designa il pelo della capra del Kashmir.1,2,3,4
Dal sottopelo al filato
Il sottopelo viene raccolto durante la muta primaverile, pettinandolo oppure tosando gli animali. Le fibre vengono selezionate e lavate, poi liberate dai peli di guardia più grossi e dai residui vegetali prima della filatura. Il filato può quindi essere tessuto o lavorato a maglia.2
Che cosa misurano i micron
I micron misurano il diametro delle fibre, non lo spessore del filato. Per l’etichettatura statunitense dei prodotti in lana, la Federal Trade Commission descrive il cashmere come sottopelo della capra separato dai peli di guardia, con diametro medio non superiore a 19 micron e non oltre il 3% in peso di fibre sopra i 30 micron; il coefficiente di variazione ammesso intorno alla media non supera il 24%. L’elenco UE identifica invece il cashmere in base all’animale e non stabilisce una soglia equivalente. Questi valori statunitensi definiscono una categoria di etichettatura, non un grado universale di qualità del capo.3,4,5
La fibra non è tutto il capo
L’etichetta di composizione dice quali fibre contiene un capo, non come è costruito. La guida del CCMI considera finezza e lunghezza della fibra insieme allo spessore del filato, al numero dei capi del filato e alla dimensione dei punti. Queste scelte incidono sul peso e sulla struttura della maglia: né la parola “cashmere” né un unico valore in micron bastano a descrivere un maglione.3,4,6
La cura dipende dal capo
Parti dalle istruzioni di cura del singolo capo. Nella sua guida generale, il CCMI distingue i capi in maglia di cashmere da quelli in tessuto: per i primi indica il lavaggio a mano in acqua fredda, per i secondi il lavaggio a secco. Una mischia, un dettaglio o una finitura possono richiedere cure diverse; per i tessuti storici o fragili serve il parere di un conservatore tessile qualificato.7,8
Cashmere: tre misure, tre scale
Una fibra fine è soltanto la prima scala di un capo. Il cashmere proviene dal sottovello fine, separato dai peli di copertura più grossi; il diametro dichiarato descrive quella fibra, non lo spessore del filato né la densità della maglia finita. Confronta i dati al livello giusto, poi torna alla costruzione e all'etichetta del capo concreto.3,6
| Fase o strato | Cosa chiarisce | Cosa non prova |
|---|---|---|
| Diametro della fibra | Misura delle singole fibre | Non misura direttamente lo spessore del filato |
| Filato e maglia | Filatura e costruzione della maglia danno forma al tessuto | Il numero di micron da solo non valuta il capo |
| Etichetta del capo | Indica la composizione fibrosa dichiarata | Non descrive ogni cura né prova la provenienza |
L'essenziale
- Famiglia
- Sottopelo della capra cashmere
- Forme
- fibra di duvet, fibra depilata, filato, tessuto a maglia, tessuto a navetta
- Proprietà
- sottopelo fine sotto il pelo di giarra più grossolano, classificato per diametro misurato della fibra, il capo finito dipende da filato, costruzione e finissaggio

