Il lavoro di Gio Ponti attraversò architettura, ceramica, arredo ed editoria. Dalle ceramiche per Richard-Ginori alla fondazione di Domus, dalla Superleggera per Cassina agli edifici di Milano e Caracas, la sua pratica progettuale tenne insieme ambiti diversi e attenzione alla forma.
Milano e la formazione architettonica
Le ceramiche per Richard-Ginori
Una rivista come piattaforma di progetto
La 699 Superleggera
Disegnata per Cassina nel 1957, la 699 Superleggera trasforma una sedia in una ricerca su struttura e materiali. La Superleggera ha struttura in frassino, telaio del sedile in faggio e gambe con sezione triangolare di 18 millimetri; il progetto unì la ricerca di Ponti alla sperimentazione dell’azienda.7
Architetture a scale diverse
Tra gli edifici di Ponti figurano il primo Palazzo Montecatini a Milano e il grattacielo Pirelli del 1956–60. Dal 1952 lavorò con l’ingegnere Antonio Fornaroli e l’architetto Alberto Rosselli nello Studio Ponti Fornaroli Rosselli. Tra i suoi progetti dello stesso decennio figura anche Villa Planchart a Caracas.1,8
Una sedia, una rivista e una torre: tre scale
L’ampiezza del lavoro di Ponti si chiarisce cambiando scala davanti al lettore. Domus fece circolare idee fra architettura e arti decorative; la 699 Superleggera concentra invece un problema costruttivo abbastanza piccolo da osservare. La 699 Superleggera ha una sezione triangolare delle gambe di 18 millimetri, struttura in frassino e telaio della seduta in faggio. Il numero riguarda quella sezione della gamba, non lo spessore complessivo della sedia. Una fotografia della gamba di una 699 identificata renderebbe leggibile la struttura sottile; la foto di un edificio mostrerebbe poi che Ponti non si fermò all’arredo. Nella didascalia va conservata la sperimentazione produttiva di Cassina: non è un disegno solitario passato direttamente alla serie.1,7

