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Elsa Peretti

Nata a Firenze, Elsa Peretti studiò a Roma e in Svizzera; poi lavorò tra Milano, Barcellona e New York.

Il percorso di Elsa Peretti dall’interior design alla gioielleria, la prima collezione Tiffany del 1974 e un linguaggio scultoreo ispirato a forme quotidiane.

Gli inizi a Firenze

Elsa Peretti nacque a Firenze nel 1940. Studiò a Roma e in Svizzera, poi tornò a Roma per studiare interior design. Il suo percorso iniziale unì la formazione italiana a un orizzonte europeo, prima che la gioielleria diventasse il suo ambito più noto.1,2

Milano, poi Barcellona

Nel 1963 Peretti si trasferì a Milano per lavorare con l’architetto Dado Torrigiani. L’anno seguente andò a Barcellona e intraprese la carriera di modella. La successione di queste tappe mostra una traiettoria già internazionale e aperta a discipline diverse, prima della collaborazione con Tiffany.1,2

La prima presentazione a New York

Peretti si trasferì a New York nel 1968. Nel 1969 presentò i primi gioielli accanto alla collezione di Giorgio di Sant’Angelo. La cronologia collega così il suo ingresso nella gioielleria alla scena della moda della città e a una presentazione pubblica.1,2

Tiffany, 1974

Halston e Carrie Donovan presentarono Peretti a Tiffany nel febbraio 1974; la sua prima collezione per la maison fu presentata a settembre. La collaborazione divenne un capitolo centrale della sua carriera, accanto a una pratica che comprendeva anche oggetti per la casa.1,2

Forme quotidiane e scultura

Peretti attingeva a oggetti quotidiani e forme naturali, trasformando sagome essenziali in gioielli scultorei e oggetti per la casa. Nel suo lavoro, forme familiari acquistano una presenza tridimensionale tra gioielleria e design domestico.1,2

Un’eredità internazionale

Nel 2005 Peretti ricevette la Croce di Grande Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana. Morì a Sant Martí Vell nel 2021.1

Il bracciale Bone ha una sinistra e una destra

Il bracciale Bone di Peretti si legge attraverso una decisione di progetto concreta: è destinato a un polso, sinistro oppure destro. La curva profonda e il rilievo esterno seguono l’anatomia, quindi le due versioni non sono immagini intercambiabili in didascalia. Il rilievo si allinea all’osso sul lato esterno del polso quando il bracciale è indossato nella versione corretta. Una coppia di foto delle varianti precise mostrerebbe l’incontro fra forma e corpo meglio di una generica “forma organica”; non prometterebbe però la vestibilità per chiunque.3

  • Sinistra o destra: indica la versione effettiva.
  • Curva profonda: individuala prima di interpretare il profilo.
  • Rilievo esterno: la posizione spiega l’asimmetria; una fotografia non prova taglia o vestibilità.
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