Bruno Munari (1907–1998), artista e designer italiano, portò la sperimentazione visiva nelle forme in movimento, nei libri, negli oggetti giocosi e nell’apprendimento dei bambini. Arte e progetto si incontrano nella sua opera.
Una vita in molte forme
Forme in movimento
La Macchina Aerea di Munari risale al 1930; le Macchine Inutili arrivarono nel 1933. Elementi leggeri sospesi nello spazio facevano del movimento una parte dell’opera, aprendo una ricerca proseguita nei lavori successivi.2
Il libro come esperimento visivo
Segni, gioco e movimento
Le forchette animate e le Sculture da viaggio, entrambe del 1958, trasformano gesto e portabilità in un gioco progettuale. Munari concepì le sculture da viaggio per personalizzare le camere d’albergo.2
Un laboratorio per bambini
Nel 1977 Munari ideò un laboratorio per bambini alla Pinacoteca di Brera a Milano, portando il suo interesse per la comunicazione visiva in un contesto museale.2
Quando un libro smette di dipendere dalle parole
I Libri Illeggibili di Munari offrono un confronto netto con gli esperimenti mobili. I Libri Illeggibili risalgono al 1949 nella cronologia d’archivio; le Macchine Inutili sono un gruppo distinto di opere. Nei libri la domanda diventa che cosa possano fare sequenza, formato e cambiamento visivo quando manca la prosa ordinaria. Davanti a un’opera sospesa, conta invece ciò che cambia con la posizione dell’osservatore e il movimento dell’oggetto. Un ritratto generico di Munari non risponde a nessuna delle due domande: servono opere identificate e datate.3
- Libro: mostra almeno due aperture identificate, non soltanto la copertina chiusa.
- Opera mobile: identifica il pezzo preciso e documenta più di uno stato o punto di vista.
- Cronologia: la data generale di una categoria non diventa la data di ogni singola opera.
