Achille Castiglioni unì architettura, allestimenti e oggetti industriali, spesso in stretta collaborazione con il fratello Pier Giacomo. Arco e Mezzadro testimoniano la loro coautorialità; dopo il 1968 Achille proseguì la propria attività e insegnò design a Torino e Milano.
Milano e l’architettura
Uno studio condiviso, poi una pratica autonoma
Dal 1945 Achille lavorò con il fratello Pier Giacomo nello studio milanese; la collaborazione proseguì fino alla morte di Pier Giacomo nel 1968. Achille Castiglioni sperimentò prodotti industriali con i fratelli dal 1940 e proseguì autonomamente l’attività nello studio fino al 2002.1
Arco: una luce dall’alto senza fissaggio al soffitto
Disegnata con Pier Giacomo nel 1962, Arco risponde all’esigenza di illuminare un tavolo senza fissare un apparecchio al soffitto. Un arco d’acciaio parte da una base di marmo e porta la sorgente luminosa sopra il tavolo.3
Mezzadro e la coautorialità
Insegnare attraverso gli oggetti
Due soluzioni di due fratelli
Arco e Mezzadro rendono visibile la firma condivisa di Achille e Pier Giacomo Castiglioni attraverso due problemi diversi. Arco porta la luce sopra un tavolo senza sospensione al soffitto: la lunga curva metallica sposta la fonte luminosa lontano dal contrappeso in marmo. Mezzadro porta la forma di un sedile molleggiato da trattore in uno sgabello domestico. Il Mezzadro attuale ha un gambo in acciaio cromato e una base in faggio evaporato. La lampada dirige la luce nello spazio. Lo sgabello cambia il contesto di una forma preesistente. Nessuno dei due va presentato come invenzione del solo Achille, né si spiega con una generica didascalia sul “design giocoso”.7,8

