L’Officina fiorentina fa risalire le proprie radici istituzionali a un orto domenicano del 1221. Dalle preparazioni aromatiche e dalla farmacia aperta al pubblico, la sua storia arriva all’impresa privata legata alla profumeria, alla cosmetica e agli ambienti storici di Firenze.
Una storia legata a un convento fiorentino
L’Officina fa risalire le proprie radici istituzionali al 1221, quando dodici frati domenicani ottennero l’uso del sito di Santa Maria inter Vineas, fuori dalle mura interne di Firenze. Vi coltivarono un orto botanico destinato all’infermeria della comunità. La storia della casa inizia in questo luogo; l’impresa privata nacque molto più tardi.1,2
Le prime preparazioni aromatiche documentate
La più antica testimonianza documentata della produzione aromatica dell’Officina risale al 1381: la vendita di acque profumate, tra cui Acqua di Rose, distillata da Rosa damascena. Secondo la casa, queste preparazioni venivano usate negli ambienti durante le epidemie e assunte diluite nel vino come rimedio. Il documento offre uno sguardo sulla prima tradizione di spezieria dell’Officina.1,2
La farmacia apre al pubblico
Il 15 ottobre 1612 il capitolo del convento deliberò di aprire una farmacia al pubblico e nominò Simone Marchi primo direttore. L’attività prese il nome di Antica Spezieria di Santa Maria Novella. La data segna il passaggio da un laboratorio monastico riservato ai frati a un’istituzione che accoglieva anche clienti esterni.1,2,3

