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Una piastrina di rame mostra campi incassati di smalto blu, verde e rosso, accanto a una ciotola e a frammenti sparsi di fritta di vetro.

Smalto a fuoco: vetro fuso sul metallo

Come il vetro colorato si fissa al metallo, le differenze fra champlevé e cloisonné e un reliquiario fiorentino del 1446.

Vetro colorato fuso sul metallo

La smaltatura usa il calore per fondere sul metallo polvere di vetro, detta fritta. Il metallo sostiene il disegno, mentre il vetro dà colore e una superficie vetrosa. Il modo di disporre la fritta distingue le diverse tecniche.1,2

Cavità e celle di filo metallico

Nel champlevé, le cavità vengono incise, scavate o ricavate durante la colata del metallo, poi riempite di fritta. Nel cloisonné, sottili fili metallici fissati alla base formano celle per il vetro colorato. Un reliquiario di Limoges al V&A illustra il champlevé francese.1,2,3

Un cofanetto reliquiario fiorentino del 1446

Il Met cataloga un cofanetto reliquiario del 1446 come opera italiana realizzata a Firenze e attribuita alla cerchia di Lorenzo Ghiberti. I materiali comprendono rame dorato e smalto champlevé. Il colore incassato si unisce qui alla forma in metallo dorato di uno specifico oggetto rinascimentale.4

Da vicino

Confronto schematico tra due campioni di rame smaltato: a sinistra incavi nel metallo con profondità accentuata, a destra sottili divisori in filo applicato.
Confronto schematico: a sinistra lo champlevé scava incavi nel metallo; a destra il cloisonné delimita le celle con fili applicati. La profondità degli incavi è accentuata per mostrare la costruzione.

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