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Aosta

Aosta, la guida completa.

Rovine romane, Arco d'Augusto, porta delle Alpi.

Fotografia · PieroMobile / Unsplash · Aosta

Aosta

Su Aosta

Il capoluogo regionale, fondato da Augusto come Augusta Praetoria nel 25 a.C. e ancora disposto sulla sua scacchiera romana. L'Arco d'Augusto e la grande parete del teatro romano si ergono tra le vie, mentre la cattedrale e la collegiata di Sant'Orso custodiscono affreschi medievali e un chiostro romanico scolpito.

Aosta's steeple against the snowbound Alps

Aosta in breve

Aosta si comprende come un insieme di città sovrapposte nello stesso rettangolo di fondovalle. Augusta Praetoria, fondata nel 25 a.C., fu organizzata tra il Buthier, la Dora Baltea e il pendio montano. La maglia ortogonale, le porte, le mura, il foro e il quartiere degli spettacoli orientano ancora gran parte del centro storico. Le comunità cristiane collocarono poi edifici funerari fuori dalle mura e trasformarono l'area sacra accanto al foro. Le istituzioni religiose e civiche medievali definirono una seconda geografia tra Cattedrale, Sant'Orso, Cité e Bourg de Saint-Ours. Piazza Chanoux divenne infine il raccordo civico moderno tra questi nuclei più antichi.1,2

Questa densità favorisce la visita a piedi, ma rende ingannevole una semplice lista di monumenti. L'Arco di Augusto si trova fuori dalla cinta romana e non è la Porta Praetoria. Il Criptoportico sosteneva e delimitava la terrazza sacra del foro; non era un generico passaggio sotterraneo. Teatro e Anfiteatro componevano un quartiere degli spettacoli, ma sono edifici distinti con condizioni di visita diverse. Anche Cattedrale, Museo del Tesoro, Collegiata di Sant'Orso, chiostro, priorato e chiesa paleocristiana di San Lorenzo devono conservare identità autonome. La visita migliore collega questi luoghi attraverso le strade e legge le trasformazioni della città.3,4,5

Prima di Roma: Saint-Martin-de-Corléans

La cronologia più profonda si incontra a ovest del centro romano, a Saint-Martin-de-Corléans. Il MegaMuseo è insieme museo archeologico contemporaneo e spazio di tutela di un'area archeologica; nessuna delle due identità deve cancellare l'altra. Il percorso ufficiale attraversa oltre sei millenni, dal Neolitico finale alle età del Rame, del Bronzo e del Ferro, fino alle fasi romana, tardoantica e medievale. La prima azione umana documentata consiste in solchi di aratura tracciati verso la fine del V millennio a.C. L'ente li interpreta come attività probabilmente rituale: la prudenza va mantenuta, senza trasformare un'ipotesi scientifica in una cerimonia certa.6

Chi è interessato alla preistoria dovrebbe dedicare almeno una mezza giornata a questo settore occidentale. Il museo non è accanto al circuito romano e inserirlo frettolosamente tra i monumenti centrali impoverisce entrambe le esperienze. Le informazioni ufficiali indicano collegamenti in autobus dalla zona della stazione, ma linee, fermate e orari vanno ricontrollati. La scheda di accessibilità dichiara l'assenza di barriere architettoniche e segnala parcheggi riservati nelle vicinanze. È comunque opportuno contattare l'istituzione per percorso preciso, esigenze sensoriali, sedute e modifiche temporanee dell'allestimento.7,6

Augusta Praetoria come sistema urbano

La città romana non era un insieme casuale di rovine. Il rettangolo seguiva confini naturali; il Decumano massimo portava il principale movimento est-ovest e il Cardine massimo lo incrociava più a occidente. Le strade perpendicolari dividevano lo spazio in isolati. Il foro sorgeva vicino all'incrocio degli assi; Teatro e Anfiteatro occupavano tre isolati nel settore nord-orientale; abitazioni e attività quotidiane riempivano il resto. Fuori dalle mura si trovavano arco onorario, ponte sul Buthier, necropoli, strade e aree produttive o residenziali come la villa della Consolata. Camminare secondo questo piano restituisce a ogni monumento la sua funzione.1

Si può iniziare a oriente della cinta, presso l'Arco di Augusto. Celebrava la vittoria romana sui Salassi e la fondazione della colonia nel 25 a.C. Il fornice unico misura circa nove metri di larghezza. Restano semicolonne corinzie e trabeazione dorica, mentre l'attico e l'iscrizione dedicatoria in lettere bronzee sono perduti. Proseguendo verso la Porta Praetoria bisogna mantenere la distinzione: l'arco segnava l'avvicinamento, la porta controllava l'ingresso orientale con doppie cortine, tre passaggi e corte interna. I varchi centrali erano carrabili e quelli laterali pedonali.8,9

Le mura definivano un rettangolo di circa 727,5 metri sui lati lunghi e 574 su quelli corti. La Regione descrive una struttura in opera cementizia rivestita da blocchetti di travertino, spessa quasi due metri alla base e alta originariamente circa 6,5 metri, con porte e torri. Le trasformazioni medievali fanno parte della storia: torri divennero residenze e fortificazioni, materiali furono riutilizzati e nuove strade attraversarono la maglia romana. Un itinerario corretto unisce tratti conservati e torri trasformate, senza promettere un cammino antico continuo.10,8

La Porta Praetoria immette sull'antico Decumano. La vicinanza al Teatro spiega la facilità di accesso al quartiere degli spettacoli per chi arrivava da fuori. Procedendo verso ovest, la scomparsa Porta Decumana e i resti della Porta Principalis Sinistra sotto il MAR completano idealmente la pianta. Il Ponte Romano è oggi più a oriente rispetto al Buthier, perché il torrente cambiò corso. Ponte, arco, porta, asse viario, foro e uscita occidentale formano una sequenza più istruttiva di un percorso casuale.11,1

Foro, terrazza sacra e Criptoportico

Il foro romano superava i tre ettari e risolveva il dislivello naturale con due quote. Le funzioni pubbliche e commerciali si disponevano attorno alla piazza inferiore, mentre due templi dominavano una terrazza sacra. Il Criptoportico a U delimitava e sosteneva quest'area superiore su tre lati. Le doppie gallerie, le colonne in calcare, gli archi e le volte a botte documentano l'architettura del complesso, non una funzione rituale unica e definitivamente provata. L'interpretazione ufficiale collega i templi ad Augusto divinizzato e a Roma sulla base di epigrafi e studi, e questa natura interpretativa va conservata.3

L'ingresso attuale presso la Cattedrale è moderno, un promemoria che il percorso dei visitatori non coincide con quello antico. Il regolamento regionale dichiara il Criptoportico non accessibile in sedia a rotelle e indica una capienza limitata. Questi dati devono comparire nella scheda del luogo, non sotto un'etichetta generica di accessibilità cittadina. Orari, ultimo ingresso, biglietto, temperatura, illuminazione ed eventuali chiusure richiedono una verifica aggiornata. Chi non può entrare nel sotterraneo può comunque leggere il foro dalla pavimentazione esterna, dall'area della Cattedrale, dalle planimetrie e dall'interpretazione museale accessibile, ma l'alternativa precisa va concordata con il personale.7

La vicinanza tra foro e Cattedrale è parte della storia. Il complesso cristiano del IV secolo sorse presso l'area sacra romana e la Cattedrale dell'XI secolo fu eretta a cavallo del Criptoportico. Questa relazione architettonica non trasforma i due luoghi in una sola attrazione o in un'unica esperienza a pagamento. Anche l'osservazione esterna di Piazza Giovanni XXIII, della chiesa e della terrazza romana nascosta aiuta a leggere il mutamento delle istituzioni urbane.12,13,3

Teatro Romano e comparto archeologico orientale

Il Teatro Romano fu avviato in età giulio-claudia, tra il 20 e il 30 d.C. Cavea e scena erano racchiuse in un perimetro rettangolare; il muro meridionale conservato raggiunge circa ventidue metri. L'Anfiteatro vicino seguì nel I secolo. I due edifici costituivano il quartiere degli spettacoli presso Porta Praetoria, ma le arcate superstiti dell'Anfiteatro sono inglobate in un complesso religioso e non condividono il normale percorso pubblico del Teatro.14

Il Teatro richiede tempo per distinguere struttura antica e storia moderna della riscoperta. La ricostruzione ufficiale ricorda che gli scavi e i restauri del Novecento furono influenzati dal contesto del loro tempo, compresa la promozione politica della romanità in epoca fascista. Questo elemento aiuta a leggere fotografie storiche, parti ricostruite e scelte di presentazione senza confonderle con la fase romana.14

MAR: collezioni, forma urbana e oggetti

Il MAR permette di ricomporre il piano osservato all'aperto. Modelli, resti architettonici, epigrafi, materiali funerari e reperti della città romana collegano monumenti conservati in modo diseguale. La collezione numismatica Pautasso è un nucleo distinto: il museo dichiara esposte 720 monete di ambito celtico, preromano dell'Italia settentrionale, greco, italico, romano, bizantino, medievale e sabaudo. La selezione appartiene a un lascito più vasto donato alla Regione nel 1989. Può raccontare scambi, immagini e sistemi politici, ma le 720 monete esposte non coincidono con l'intero lascito.15,11

Il MAR partecipa attualmente al sistema di bigliettazione Aosta Archeologica. Il regolamento regionale lo dichiara accessibile in sedia a rotelle e segnala pannelli Braille, lenti d'ingrandimento, copie o riproduzioni tattili in cassetti, oltre a una sedia a rotelle e passeggini su richiesta. Disponibilità e percorso vanno confermati. Un servizio ANSA ospitato dalla Regione descriveva un biglietto cumulativo cambiato dal 6 luglio 2026, ma costituisce soltanto una pista datata di corroborazione. Prezzi e luoghi inclusi richiedono conferma diretta dell'operatore e devono stare in un modulo pratico datato.7

Dalla necropoli alla città cristiana

Fuori dalle mura orientali, la strada e la necropoli romane divennero un nucleo del primo cristianesimo. Sotto la chiesa di San Lorenzo restano le strutture di un edificio funerario del V secolo, destinato anche alle sepolture dei primi membri della diocesi e dei vescovi. L'ente regionale lo presenta come testimonianza essenziale del passaggio dalla città romana a un nuovo ordine urbano cristiano. È un sito archeologico autonomo sotto una chiesa successiva e non va assorbito dal vicino complesso di Sant'Orso.5

Le informazioni ufficiali precisano che San Lorenzo non possiede biglietteria e che i titoli si acquistano al MAR o al Criptoportico. Solo una parte dell'itinerario è dichiarata accessibile in sedia a rotelle. Entrambi i dati sono operativi e vanno confermati. Il sito appartiene anche al biglietto archeologico cumulativo, ma il perimetro del ticket può cambiare.7

Sant'Orso racchiude a sua volta più fasi. Gli scavi hanno documentato il complesso paleocristiano e le ricostruzioni successive. La chiesa conserva un ciclo di affreschi dell'XI secolo nel sottotetto, la cripta, il coro ligneo quattrocentesco e un mosaico pavimentale con Sansone e il leone. Il chiostro romanico, già esistente nel 1133, si distingue per i capitelli scolpiti con soggetti biblici, episodi agiografici, animali e decorazioni. Cappella del priorato, chiostro, percorso degli affreschi, chiesa, tesoro e archeologia di San Lorenzo richiedono relazioni e condizioni di visita proprie.4

La chiesa è un luogo di culto. L'ente turistico definisce chiesa e chiostro solo parzialmente accessibili alle persone con disabilità se accompagnate. Gli affreschi nel sottotetto e il priorato hanno visite guidate separate. Non si devono trasformare queste indicazioni in accesso universale o orari perpetui. Occorre rispettare la liturgia, verificare le regole fotografiche e scegliere se la priorità sia architettonica, archeologica, devozionale o collezionistica.4

Cattedrale, tesoro e Aosta ottoniana

La Cattedrale di Santa Maria Assunta nasce da un complesso paleocristiano accanto al foro. La storia pubblicata dall'istituzione documenta, già nella seconda metà del IV secolo, una grande aula a navata unica con ambienti di servizio e due battisteri. Nell'XI secolo, probabilmente sotto il vescovo Anselmo, un nuovo edificio di concezione ottoniana fu eretto a cavallo del Criptoportico romano. Interventi medievali e moderni modificarono coro, deambulatorio, chiostro, cappelle, facciata e arredi. Una sola data non può descrivere la chiesa.12,13

Aosta civica e i due quartieri storici

Piazza Chanoux è il punto di orientamento moderno, ma dipende da confini più antichi. Il Comune ricorda che l'Hôtel de Ville neoclassico fu completato nel 1841 dopo la demolizione del monastero trecentesco di San Francesco. Il sito si trovava tra Bourg de Saint-Ours e Cité, in precedenza dotati di sindaci e consigli separati. Le due fontane esterne rappresentano Dora Baltea e Buthier; all'interno si trovano memorie civiche, un plastico regionale e il Salone Ducale affrescato. La descrizione non implica libero accesso agli spazi amministrativi.2

La piazza comprende anche l'Hôtel des Etats, legato al Conseil des Commis istituito nel 1536, e un monumento del 1924 di Piero Canonica. Sono record civici autonomi, non semplici decorazioni del Municipio. Piazza Chanoux è una pausa efficace tra l'asse romano est-ovest e il percorso settentrionale verso Cattedrale e foro. Introduce inoltre la realtà linguistica di Aosta/Aoste, dove le forme italiane e francesi ufficiali convivono nella struttura regionale speciale.2,16,17,18

Per orientarsi conviene ragionare per settori verificabili, non per quartieri vaghi. Il nucleo romano e medievale va dall'Arco a Porta Praetoria, Sant'Orso, Teatro, Piazza Chanoux, Cattedrale e Criptoportico. L'estensione occidentale raggiunge piazza Roncas e l'antica Porta Principalis Sinistra, quindi Saint-Martin-de-Corléans. Stazione e autostazione formano un'area di arrivo meridionale presso la cinta. La collina a nord e gli spazi lungo la Dora appartengono al comune, ma necessitano di confini e funzioni turistiche documentati prima di generare pagine indicizzabili.6,1

Che cosa contengono, e non contengono, i musei

Una guida completa distingue istituzioni e collezioni. Il MAR interpreta l'archeologia regionale con particolare attenzione ad Augusta Praetoria e comprende la Pautasso e altri nuclei. Il MegaMuseo combina area archeologica in situ e percorso museale contemporaneo. Il Tesoro della Cattedrale è una collezione ecclesiastica nella chiesa. Sant'Orso riunisce luogo di culto, affreschi immobili, capitelli, coro, priorato e relazioni con un tesoro. San Lorenzo è un sito archeologico. Il Teatro è monumento e sede di attività, non un museo perché possiede pannelli e biglietto.6,4,12,13

Cibo e vino senza false appartenenze cittadine

Aosta è un luogo efficace per incontrare la cucina regionale, ma non può appropriarsi di ogni prodotto valdostano. Il registro regionale vigente identifica quattro DOP alimentari: Fontina, Valle d'Aosta Fromadzo, Valle d'Aosta Jambon de Bosses e Valle d'Aosta Lard d'Arnad o Vallée d'Aoste Lard d'Arnad. Le geografie protette sono diverse. Il disciplinare Jambon de Bosses colloca l'elaborazione a Saint-Rhémy-en-Bosses e quello del Lard d'Arnad la colloca ad Arnad; servirli o venderli ad Aosta non trasferisce queste geografie protette alla città.19,20,21

L'inventario PAT è un ulteriore livello. Comprende boudin, mocetta e motzetta, diversi latticini, pani, mieli, ratafià e Seupa à la vapelenentze. Il riconoscimento PAT riguarda metodi tradizionali documentati e non coincide con DOP, IGP o STG. Si usano i nomi esatti e le schede di prodotto prima di affermare ingredienti, tecnica o località. Un menu dimostra ciò che un ristorante serve, non l'origine cittadina o una protezione giuridica.22

Le bevande spiritose protette richiedono la stessa disciplina sulla provenienza. I registri di controllo MASAF utilizzano le forme bilingui esatte Genepì della Valle d'Aosta / Génépi de la Vallée d'Aoste e Grappa della Valle d'Aosta / Grappa de la Vallée d'Aoste. La fonte UE colloca il nome italiano del Genepì nella categoria dei liquori, mentre il regolamento vigente del 2023 iscrive nel registro il nome bilingue della Grappa. La designazione MASAF del luglio 2026 indica l'autorità pubblica di controllo per entrambe. Sono geografie regionali protette, non prove di produzione nella città di Aosta o di disponibilità presso uno specifico bar, ristorante, negozio o produttore.23,24,25,26,27

Il confine documentale è importante. L'attuale repertorio pubblico MASAF dei disciplinari non espone un file valdostano nominativo per nessuna delle due bevande, mentre il repertorio dei piani di controllo le elenca entrambe. Non si prendono in prestito il disciplinare generico della Grappa, quello del Genepì del Piemonte o un file di un'altra regione. Ogni dettaglio produttivo richiede il corretto fascicolo tecnico o record di registro. Chi sceglie di degustare mantiene quantità contenute, mangia e prosegue a piedi, con il trasporto pubblico o con una persona alla guida che non beve.25,23,24,27,26

Una sezione gastronomica forte insegna quindi la provenienza: nomi tutelati corretti, distinzione tra disponibilità regionale e luogo di produzione, produttori o istituzioni verificati per gli approfondimenti. Menu stagionali e mercati arricchiscono il viaggio, ma richiedono prove aggiornate e non vanno trasformati in presenze permanenti.25,24,23,27,26

Arrivare e muoversi nel 2026

La Carta dei servizi Trenitalia 2026 spiega che l'assistenza alle persone con disabilità o mobilità ridotta ad Aosta, compresa la predisposizione di autobus sostitutivi attrezzati, può richiedere almeno quarantotto ore di preavviso. Procedura e requisiti vanno verificati direttamente. Non è una promessa generale che ogni servizio sostitutivo, fermata o viaggio spontaneo sia privo di barriere.28

Chi guida non deve presumere l'accesso al nucleo storico. Aosta possiede zone a traffico limitato e un portale comunale per i permessi. Si usa una mappa ufficiale aggiornata dei parcheggi e si seguono le istruzioni dell'alloggio, evitando vecchi blog o navigatori non verificati. Il centro compatto favorisce la sosta esterna e il percorso a piedi, ma pendenze, pavimentazione, neve, cantieri e controlli temporanei richiedono una valutazione individuale.29

Accessibilità e prudenza pratica

Non esiste un'etichetta veritiera per l'intera città. Le regole regionali descrivono il MegaMuseo senza barriere architettoniche, il MAR accessibile in sedia a rotelle e dotato di alcuni ausili, il Criptoportico non accessibile e San Lorenzo accessibile solo in parte. Sant'Orso e Cattedrale hanno indicazioni proprie di accessibilità parziale. Il Teatro riaperto richiede una nuova conferma diretta perché l'annuncio di luglio descrive una prima fase, non un percorso universale definitivo.7

La visita va costruita su dati del singolo luogo. Si chiedono informazioni su ingressi, soglie, ascensori, servizi igienici, sedute, accompagnatori, strumenti tattili o audio, cani guida, illuminazione, temperatura ed evacuazione. Pavimentazione storica e condizioni invernali possono modificare i collegamenti tra interni accessibili. L'obbligo di accompagnatore di una scheda non va generalizzato e un simbolo non garantisce accesso a cappelle, cripte, sottotetti, torri o livelli archeologici.7

Il tempo di montagna influenza fondovalle ed escursioni. Il Centro Funzionale regionale pubblica previsioni ufficiali, dati osservati e allerte di protezione civile. Va consultato il giorno stesso, soprattutto prima di raggiungere valli laterali o valichi. Una previsione non si ricicla in testo permanente. In inverno si considerano ghiaccio e ore di luce; in estate anche caldo e temporali. Sono principi di pianificazione, mentre le condizioni reali provengono dall'informazione ufficiale in diretta.30

Itinerari realistici

In un giorno conviene mantenere coerenza. Si parte dall'Arco di Augusto, si attraversa Porta Praetoria e si dedica il settore orientale a Sant'Orso, San Lorenzo e Teatro secondo l'accesso corrente. Il Decumano porta a Piazza Chanoux; da qui si sale a Cattedrale e Criptoportico. Si sceglie fra MAR e una visita sacra più lunga, perché tentare ogni interno riduce la città a una sequenza di biglietti. Culto e condizioni di ingresso si controllano prima di fissare l'ordine.9,12,13,11

In due giorni, il primo può seguire l'urbanistica romana e il secondo le collezioni. Percorso esterno, Teatro, Criptoportico e MAR formano un insieme; MegaMuseo occupa la parte occidentale dell'altro giorno, seguito da Cattedrale e Sant'Orso per affreschi, tesoro, chiostro e archeologia cristiana. Se un interno è chiuso, si sostituisce con porte e mura senza inventare accessi.12,13,4

Con tre giorni, il terzo resta flessibile: artigianato e Aosta civica, gastronomia documentata oppure un'escursione regionale. I castelli vicini non sono attrazioni di Aosta: Aymavilles, Sarre, Saint-Pierre, Fénis e gli altri comuni mantengono il proprio comune di appartenenza. Prima di uscire si controllano autobus sostitutivi e rientri. Aosta funziona bene come base, ma una relazione di servizio non equivale a proprietà geografica.19

Fonti e citazioni (30)

Fonti e citazioni (30)
  1. Regione Autonoma Valle d'AostaAugusta Praetoria, la città romanaOpening paragraphs and city-plan descriptionLeggi la fonte
  2. Comune di AostaHôtel de Ville e Piazza ChanouxHistory paragraphs 1 and 2Leggi la fonte
  3. Valle d'Aosta HeritageCriptoportico ForenseSections 'A brief history', 'The twin temples', and 'Structure and function'Leggi la fonte
  4. Regione Autonoma Valle d'AostaCollegiate church and cloister of Saint OrsoCollection description, section 'The church' paragraphs 1-8 and section 'The cloister' paragraphs 1-3, including the explicit 1133 cloister contextLeggi la fonte
  5. Valle d'Aosta HeritageChiesa paleocristiana di San LorenzoSections 'The hidden basilica' and 'A brief history'Leggi la fonte
  6. Valle d'Aosta HeritageMegaMuseo, Museo Archeologico ContemporaneoSections 'Viaggio alle origini' and chronology paragraphsLeggi la fonte
  7. Valle d'Aosta HeritageVisitor regulationsSection 'MEGAMUSEO', accessibility subsectionLeggi la fonte
  8. Regione Autonoma Valle d'AostaLe porteSection 'PORTA PRAETORIA', first paragraphLeggi la fonte
  9. Regione Autonoma Valle d'AostaArco onorario d'AugustoMain description, paragraphs 1 and 2Leggi la fonte
  10. Regione Autonoma Valle d'AostaCinta muraria romanaMain description: dimensions, construction, thickness, heightLeggi la fonte
  11. Valle d'Aosta HeritageMAR, Museo Archeologico RegionaleOpening description and sections 'A brief history' and 'The evolution'Leggi la fonte
  12. Cattedrale di AostaStoria della CattedraleSections 'Le origini' and 'La Chiesa Anselmiana': fourth-century complex, probable Bishop Anselm phase, and church straddling the Roman CryptoporticusLeggi la fonte
  13. Regione Autonoma Valle d'AostaSanta Maria Assunta CathedralCollection description, paragraphs 1-6: forum setting, fourth-century church, eleventh-century phase, and later alterationsLeggi la fonte
  14. Valle d'Aosta HeritageTeatro RomanoSections 'Cenni storici', 'Le origini', and 'Struttura'Leggi la fonte
  15. Valle d'Aosta HeritageThe Pautasso CollectionFull focus pageLeggi la fonte
  16. Istituto nazionale di statisticaElenco dei comuni italianiWorkbook row: Codice Comune 007003, denomination AostaLeggi la fonte
  17. Regione Autonoma Valle d'AostaLegge regionale 9 dicembre 1976, n. 61, testo coordinatoArticle 1: official capital forms Aosta and AosteLeggi la fonte
  18. Regione Autonoma Valle d'AostaCarta d'identità della Valle d'AostaProfile section: 74 municipalities and eight Unités plus AostaLeggi la fonte
  19. Regione Autonoma Valle d'AostaI prodotti DOP della Valle d'AostaHeading and four-item DOP listLeggi la fonte
  20. Regione Autonoma Valle d'AostaDisciplinare di produzione della DOP Valle d'Aosta Jambon de BossesArticle 2, page 1, lines 38-40; Article 4, page 2, lines 50-52Leggi la fonte
  21. Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foresteDisciplinare di produzione della DOP Valle d'Aosta Lard d'Arnad o Vallée d'Aoste Lard d'ArnadArticle 2, page 1, lines 22-23; Article 4, page 1, lines 34-36Leggi la fonte
  22. Regione Autonoma Valle d'AostaProdotti Agricoli TradizionaliIntroductory definition and categorized product listLeggi la fonte
  23. European CommissionCommission Implementing Regulation (EU) 2023/452Title and Article 1: 'Grappa della Valle d'Aosta / Grappa de la Vallée d'Aoste' entered in the EU registerLeggi la fonte
  24. Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foresteICQRF designation for the Valle d'Aosta Grappa and Genepì geographical indicationsPage heading and DM 334729 link: exact Italian and French names for both IG and current public-control designationLeggi la fonte
  25. European CommissionInformation on the assessment of technical files of established geographical indications for spirit drinksAnnex III, page 11, category 32 Liqueur: 'Genepì della Valle d'Aosta', Italy; precise origin belongs to the technical fileLeggi la fonte
  26. Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foresteDisciplinari delle bevande spiritose IGComplete current specification directory: neither Valle d'Aosta name is exposed; generic Grappa and another region's Genepì cannot substituteLeggi la fonte
  27. Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle forestePiani di controllo e tariffari delle bevande spiritose IGCurrent control-plan list entries 'Genepì della Valle d'Aosta' and 'Grappa della Valle d'Aosta'Leggi la fonte
  28. Trenitalia2026 Service Charter, Valle d'Aosta Regional DepartmentSection 4.10, page 25Leggi la fonte
  29. Comune di AostaGestione dei permessi ZTLMain paragraph and linked municipal ZTL mapLeggi la fonte
  30. Centro Funzionale Regione Autonoma Valle d'AostaCentro Funzionale Valle d'AostaHomepage modules and forecast-alert navigationLeggi la fonte

Dettagli verificati

Ogni affermazione qui sotto rimanda alla fonte o all'istituzione che la documenta.

Aosta è un comune attuale e il capoluogo possiede due forme ufficiali, Aosta e Aoste.1,2

Il codice 007 è un codice statistico e storico di interoperabilità; la Valle d'Aosta non ha una provincia ordinaria e Aosta appartiene direttamente alla Regione autonoma speciale.1,3

Augusta Praetoria fu fondata nel 25 a.C. e adottò una maglia stradale ortogonale entro un rettangolo condizionato dal pendio, dal Buthier e dalla Dora Baltea.4

Il foro sorgeva presso gli assi principali, Teatro e Anfiteatro occupavano tre isolati nord-orientali e fuori dalle mura si trovavano ponte, arco, necropoli e siti produttivo-residenziali.4

L'Arco di Augusto sorgeva sull'accesso tra il ponte sul Buthier e Porta Praetoria; il fornice unico misura circa nove metri e l'attico con la dedica in lettere bronzee è perduto.5

Le mura romane misuravano circa 727,5 metri sui lati lunghi e 574 sui lati corti, con una base spessa quasi due metri e un'altezza originaria di circa 6,5 metri.6

Fonti e citazioni (6)
  1. Istituto nazionale di statisticaElenco dei comuni italianiWorkbook row: Codice Comune 007003, denomination AostaLeggi la fonte
  2. Regione Autonoma Valle d'AostaLegge regionale 9 dicembre 1976, n. 61, testo coordinatoArticle 1: official capital forms Aosta and AosteLeggi la fonte
  3. Regione Autonoma Valle d'AostaCarta d'identità della Valle d'AostaProfile section: 74 municipalities and eight Unités plus AostaLeggi la fonte
  4. Regione Autonoma Valle d'AostaAugusta Praetoria, la città romanaOpening paragraphs and city-plan descriptionLeggi la fonte
  5. Regione Autonoma Valle d'AostaArco onorario d'AugustoMain description, paragraphs 1 and 2Leggi la fonte
  6. Regione Autonoma Valle d'AostaCinta muraria romanaMain description: dimensions, construction, thickness, heightLeggi la fonte

Gemme nascoste

Gemme nascoste vicino a Aosta

Luoghi fuori dai circuiti turistici, a portata di mano.

Quando andare

Quando visitare Aosta

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Feste e tradizioni

L'anno a Aosta

I riti, le corse e le processioni che la regione custodisce ancora.

  1. Ogni gennaioFiera di Sant'Orso
  2. Ogni ottobreBataille des Reines
  3. Ogni dicembreMarché Vert Noël